Libri 2000/2017
 
Paesaggi domestici.
Autore Michele Costanzo
Editore Fratelli Palombi Editori, Roma, 2000
Pagine
Libro Il libro raccoglie una serie di brevi testi redatti per due cicli didattici a carattere universitario. Il tema della riflessione critica ha avuto per oggetto l'isolato edilizio.
Seguendo il metodo comparativo comunemente adottato nelle scuole di cultura anglosassone, sono state presentate delle coppie di progettisti al fine di operare dei confronti in base ad elementi di analogia o di contrasto rispetto al carattere delle loro ricerche, indipendentemente dal momento storico a cui essi appartengono. Nella parte iniziale d'ogni lezione l'attenzione è stata focalizzata su una sola opera: per conferire il senso di immediata aderenza al tema generale indicato all'inizio. In seguito, il punto d'osservazione si è andato allargando con l'esame di elementi d'interesse più generale, riguardanti lo sviluppo della ricerca dei diversi progettisti ed il loro modo di rapportarsi al momento storico di cui la loro opera è testimonianza ed espressione.
Seguendo tale linea è stato anche possibile fissare dei punti di riferimento di tipo concettuale, ed altre connessioni utili a delineare, in qualche misura, un itinerario del pensiero architettonico del XX secolo, con alcuni, necessari richiami al XIX secolo.
La prima delle personalità prese in esame è quella di Giuseppe Valadier, che differentemente dallo schema indicato è priva di una figura di confronto.
Segue la coppia Soane-Horta, di cui sono presentate le rispettive residenze-studio, a Londra e a Bruxelles. Di Soane è messo in evidenza il suo percorso all'interno dell'Eclettismo storicista ottocentesco, e presentata la sua casa di Lincoln's-Inn-Fields, venata da una sorta di classicismo depurato di tipo geometrizzante (per quanto concerne la concezione spaziale dell'interno e il disegno degli esterni). Di Horta, è segnalata l'importante svolta tecnologico-formale che trova compiuta espressione nell'indirizzo dell' Art Nouveau.
E, ancora, Wagner-Loos, Perret-Le Corbusier e Rietveld e MVRDV. Le loro opere, rispettivamente, richiamano tre diverse aree culturali dove il moderno ha trovato importanti momenti d'affermazione: Vienna, Parigi ed Utrecht. Di tali progetti è stata, altresì, sottolineata la rappresentatività rispetto a tre fondamentali fasi storiche.
Con le case in Neustiftgasse e in Döblergasse, si ha la testimonianza del definitivo superamento della Secessione da parte dell'anziano Wagner, che sembra voler raggiungere una sorta d'asciuttezza formale nel tentativo di avvicinarsi al purismo protorazionalista del giovane Loos, del quale viene mostrata la casa sulla Michaelerplatz.
Con la casa in rue Franklin di Perret, si assiste all'introduzione della nuova tecnologia del cemento armato nel campo dell'edilizia abitativa e, con essa, l'idea di 'misura' attraverso cui trasmetterà il rigore, e la 'necessità' del controllo formale dell'oggetto architettonico. La sua nozione di esprit de geometrie sarà recepita in tutta il suo profondo significato dal suo allievo Le Corbusier, del quale viene esaminata l'abitazione-studio in rue Nungesser-et-Coli.
Con la casa Schröder di Rietveld, infine, si è di fronte ad uno dei più puri (anche se assai rari) 'monumenti' neoplastici realizzati, e con la Double House, del giovane gruppo olandese MVRDV, possiamo valutare il singolare esito di un tentativo di recupero dell'idea neoplastica, una sorta di neo-neoplasticismo, condotto con modalità sperimentali assai singolari che meritano una certa attenzione.
Attraverso le coppie Terragni-Eisenman e Libera-Meier, è preso in considerazione il tema del razionalismo, e l'interessante tentativo di un suo "trapianto" in area statunitense, durante gli anni Sessanta.
Dei due protagonisti del razionalismo italiano, sono presentati due edifici: le case in via Perasto (1933), e in via Messina (1940-41); quasi a voler percepire, dopo aver tracciato gli elementi distintivi di quel linguaggio, i segni dell'inizio della sua interna involuzione.
Riguardo ai due progettisti americani, se l'influenza del razionalismo europeo ha potuto costituire per essi un punto di riferimento, da entrambi condiviso nel periodo della loro fase formativa, a partire dalla fine degli anni Settanta, una volta venuto a mancare il referente comune, la loro ricerca si andrà sviluppando lungo percorsi sempre più divergenti. In questo modo, di Meier ed Eisenman, oltre al consueto inquadramento generale della loro ricerca, saranno presentate due opere che sviluppano il tema dell'abitazione collettiva, peraltro, da essi affrontato raramente: il complesso Twin Parks Northeast, realizzato nel Bronx, e l'edificio berlinese in Kochstraße, denominato Checkpoint Charlie.
La coppia Michelucci-Gabetti & Isola ha fornito l'occasione per accennare alla questione del "regionalismo" che, come ha bene messo in evidenza Kenneth Frampton, si caratterizza per il duplice e sottilmente contraddittorio aspetto del linguaggio "post-internazionale". Per cui, se da un lato gli elementi linguistici che vengono impiegati tendono a recuperare matrici formali largamente penetrate nella cultura occidentale, dall'altro sono elaborati in modo da farli interagire con i caratteri peculiari dei luoghi per cui sono stati realizzati, fino a diventare parte riconoscibile di essi. In Italia, il regionalismo, ha una sua particolare specificità e dei protagonisti di rilievo. Alla ulteriore definizione di tale indirizzo non sono secondari gli aspetti fortemente distintivi delle aree culturali che costituiscono la fisionomia del paese. L'architettura di Michelucci e Gabetti & Isola è la più diretta espressione di tale filone. Oltre al necessario inquadramento del loro accattivante modo di operare, soprattutto è data testimonianza della sensibilità del loro approccio al contesto, attraverso due lavori: la casa in via Guicciardini, raffinata opera michelucciana del primo dopoguerra, e la Bottega d'Erasmo, della celebre coppia di architetti torinesi, che ha costituito il punto d'origine della breve stagione del neo-liberty.
Con la coppia Venturi e Siza sono stati presi in esame i concetti di 'inclusivismo' e di 'contestualismo', attraverso due tra le loro opere più note: la Guild House dell'architetto americano e l'edificio d'angolo, nel berlinese quartiere Kreuzberg, denominato Bonjour Tristesse, dell'architetto portoghese
Ancora, i duetti Rossi-Kleihues e Ungers-Grassi, hanno rappresentato un'occasione per riflettere sull'applicazione, in area berlinese, di alcuni importanti aspetti relativi al rapporto tra morfologia e tipologia, che hanno avuto un importante sviluppo teorico in Italia durante gli anni Sessanta-Settanta, soprattutto in sedi universitarie quali quelle di Venezia e Milano.
Le opere qui presentate riguardano: il Block 270 di Kleihues, le case in Schützenstraße di Rossi, il complesso residenziale in Lützowplatz di Ungers e la casa Thomas-Dehler-Straße di Grassi, parte di un complesso più ampio, l'Urban-villas, situato all'interno del quartiere Tiergarten.
In conclusione, restando in area berlinese, con Cook e Hadid si è affrontato il tema del rapporto (sempre basato su analogie e differenze) tra la Seconda e la Terza Avanguardia. In effetti, la figura di Cook le attraversa entrambe mettendo in evidenza soprattutto i profondi tratti distintivi: la carica utopica che contraddistingue la sua prima fase e la tensione alla sperimentazione, unita alla concretezza realizzativa, che differenzia la seconda. Hadid, al contrario, è una delle più attive protagoniste della rivoluzione linguistica che ha contrassegnato questi ultimi anni. La sua linea di ricerca si caratterizza nell'espressione di una spazialità dinamica impostata in maniera antitradizionale (con ascendenti suprematisti). Di entrambi i progettisti, oltre ad una rapida rassegna delle loro più significative esperienze, sono stati presentati due lavori: la casa in Lützowplatz di Cook, e l'edificio in Stresemannstraße di Hadid.