Libri 2000/2017
 
Vincenzo Giorgi. Architetture come teatro degli sguardi
Autore Michele Constanzo
Editore Diagonale, Roma, 2001
Pagine
Libro Le esperienze di Recupero Urbano del Comune di Roma realizzata da Vincenzo Giorgi, che sono presentate in questo libro, hanno la caratteristica d'essere tutte basate sull'applicazione dell'art. 11 della legge 493/1993. Essa prevede che l'iniziativa privata indirizzi i suoi investimenti, non solo verso costruzioni di tipo residenziale, ma anche di pubblico servizio. La quota dell'impegno economico del privato, in quanto dipendente dall'entità della proposta, può variare, mentre quella a carico della Regione deve rimanere fissa. Gli imprenditori hanno la possibilità di realizzare varianti al P.R.G., per costruire: multisale, impianti sportivi, centri commerciali, e quant'altro.

Le aree interessate dai progetti di Vincenzo Giorgi sono tre: Magliana, Corviale, Acilia. Esse hanno la caratteristica di appartenere ad un settore della città omogeneo (dal punto di vista geo-morfologico, e storico) quello ad ovest di Roma.

Uno degli aspetti più interessanti, che contribuiscono a delineare la strategia con cui Giorgi affronta il proprio itinerario progettuale, è un misto di concretezza e creatività: che è un modo equilibrato per rispondere con rigore e fantasia alle esigenze della committenza, pur continuando a prestare la dovuta attenzione alle istanze degli utenti della città.
Tale articolato approccio nei confronti della realtà urbana, venato d'idealità e concretezza, corrisponde, peraltro, in senso più generale, alla visione con cui l'autore fronteggia la continua sfida che il progetto pone.

Quello che contraddistingue il lavoro di Giorgi in tale specifica situazione, è il rifiuto della nozione di sintesi in favore di quella di scomposizione, di dissociazione, di sovrapposizione, di giustapposizione, di combinazione che, tuttavia, non implica una riduzione del proprio impegno nei confronti della salvaguardia del valore del luogo come espressione di un concetto di modificazione, inteso come affermazione di un forte impegno civile.

Le grandi aree metropolitane hanno introdotto un nuovo tipo di spazialità discontinua che tende a mettere da parte la categoria della continuità per lasciar affermare quella della frammentarietà. Rispetto a questo diverso modo di percepire il nostro orizzonte fisico, l'atteggiamento dell'autore, consapevole e critico rispetto ai pregi e ai limiti di tale atteggiamento, è tendenzialmente di tipo "transculturale". Da tale opzione di linguaggio, nei progetti che questo libro presenta, egli ha saputo trarre le giuste occasioni per ritrovare quegli stimoli formali e quelle non tradizionali soluzioni spaziali che costituiscono l'interessante tratto d'originalità del suo lavoro.