Libri 2000/2017
 
Sant'Elia e Boccioni. Le origini dell’architettura futurista.
Autore Michele Costanzo, Maria De Propris
Editore Mancosu editore, Roma, 2006
Pagine
Libro La società contemporanea risulta essere drammaticamente percorsa da un'ansia comunicativa che spesso si presenta come un bisogno superiore alle idee, agli assunti stessi che s'intendono diffondere.
Tale esigenza in ambito architettonico manifesta, nelle sue più interessanti espressioni, una forte inclinazione all'azzardo, al gusto della sorpresa, al piacere della provocazione che sono forme comportamentali adottate come pungoli intellettuali nei riguardi di un pubblico, di un'utenza che appare come distratta e confusa dalla sovrabbondanza di materiali e strumenti informativi sotto varia specie messi a disposizione, che tendono ad uniformare i valori in sé delle proposte e ad appiattirne le differenze.
Il riflesso di tale realtà in ambito concettuale è la contaminazione, l'ibridazione, la discontinuità, la frammentazione del linguaggio, e quant'altro.
La diversa sensibilità nei confronti di un mondo ormai globalizzato e, conseguentemente, il diverso approccio mentale in campo progettuale dovuto ad una strategia espressiva che tende a rapportarsi unicamente alle esigenze di un indistinto gusto massificato, ha indirizzato la produzione edilizia (soprattutto in campo internazionale) ad una forte accentuazione in senso formale, e ad una altrettanto marcata personalizzazione del linguaggio. E questo, diversamente da ciò che accade in ambito nazionale in cui l'attività produttiva/propositiva risulta essere marginalizzata rispetto al dibattito internazionale, il cui sviluppo sembra piuttosto implodere in un narcisistico processo di tipo autoriflessivo tutto rivolto alle vicende in sé 'gloriose' di un non lontano passato, ma tuttavia non sufficienti a generare la necessaria spinta a recuperare il senso e l'esatta percezione della dimensione del presente.
Non è difficile rilevare, nella pur nebulosa realtà contemporanea in cui, in un modo o nell'altro, tutti i paesi sembrano riuscire a ritrovare con fatica il giusto indirizzo di percorso, l'importanza dell'attuale interesse per alcune testimonianze della lontana stagione avanguardista, come utile riflessione sul coraggio intellettuale che hanno saputo dimostrare i suoi protagonisti nella messa in campo di un'azione innovativa d'intervento assolutamente dirompente, sia rispetto alla realtà stagnante del tempo, caratterizzata da un inesauribile attivismo creativo e rivolta ad ogni ambito dell'attività umana, che in rapporto alla notevole capacità di configurare degli indirizzi formali di scelta, incisivi e perfettamente rispondenti all'ideologia del nuovo che intendevano perseguire. In particolare, si segnala quella di cui è stata portatrice l'idea futurista, con la sua disarticolazione dell'immagine, la scomposizione dello spazio, l'espressività libera fuori degli schemi, e con l'impiego del gioco come il mezzo più diretto per coinvolgere il pubblico.
Seguendo il filo di tali osservazioni gli autori hanno impostato il presente saggio, cercando di porre criticamente in rapporto l'impulso antidogmatico del presente con quello del primo Futurismo.
Focalizzando, come area temporale di riferimento, la stesura de L'architettura futurista. Manifesto da parte di Antonio Sant'Elia,avvenuta nel 1914. Come è messo in evidenza dagli autori Umberto Boccioni contribuirà attivamente alla realizzazione di questo scritto, offrendo un suo importante contributo di carattere riflessivo/teorico ed espressivo/elaborativo.