Libri 2000/2017
 
Rosario Gigli. Ricerca architettonica tra didattica e progettazione
Autore Michele Costanzo
Editore Prospettive, 2011
175 Pagine
Libro Il libro Rosario Gigli. Ricerca architettonica tra didattica e progettazione, raccoglie numerosi progetti realizzati dall’autore tra il 1972 e il 2010. Si tratta di un lungo itinerario di ricerca e di riflessione che, pur attraversato da dubbi, incertezze, repentini cambi di direzione - come spesso accade in un percorso intellettuale, speculativo, creativo - presenta dei punti fermi chiaramente riconoscibili. Essi sono: la necessità di mantenere uno stretto rapporto con un'idea di materia(costruttiva), di densità, di consistenza, di pesantezza - aspetti in sé determinanti per dare corpo ad un referente immaginativo a volte sfuggente, inafferrabile; l’esigenza di conferire all’organismo architettonico un ordine interiore; il bisogno di conformare la figura architettonica attraverso un processo sintattico che l’architetto definisce
scrittura: quello specifico genere di “scrittura” che riguarda il processo progettuale e che include, nel suo percorso elaborativo, un’istanza narrativa.
Ma, oltre alla componente teorico-realizzativa che contraddistingue il fare progettuale di Gigli, il libro mette in rilievo altri due aspetti che contribuiscono a definire la sua personalità.
Il primo, è direttamente legato alla sua qualità di protagonista e testimone (per ragioni biografiche) di una generazione che, affacciatasi alla professione e all’insegnamento a partire dagli anni Settanta, si è sforzata di coniugare l’attività analitico-creativa con l’attenzione ai bisogni sociali, cercando di dare ad essi una risposta coerente attraverso un’architettura espressiva, complessa, sensibile allo spirito del tempo, pur consapevole delle sue molteplici contraddizioni.
Il secondo, riguarda la stretta interrelazione che egli stabilisce tra la ricerca progettuale e l’insegnamento universitario. Per cui, la sua attività ideativa/costruttiva risulta essere imprescindibile dall’impegno di idee, di intenzionalità, di esperienze messo in atto nella sua attività di docente universitario. «Insegnare architettura vuol dire insegnare a pensare», scrive Gigli, «con gli strumenti di un linguaggio particolare. Vuol dire disporre gli studenti al passaggio dal linguaggio convenzionale delle parole, ad un linguaggio con una sua convenzionalità descrittiva che occorre imparare a riconoscere e ad usare: un linguaggio fatto di segni nel quale giocano un ruolo l’invenzione, il ragionamento, l’espressività ed un insieme
di competenze». Al contrario, il progetto architettonico «[...] è un campo d’esperienza all’interno del quale non si danno andamenti lineari, ma un insieme di momenti di connessione tra norma e libertà, tra logica e volontà espressiva. Nell’iter progettuale s’instaurano interazioni tra vari procedimenti metodologici, ma in ultima istanza è il risultato a legittimare il metodo».