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Alfonso Giancotti e Roberto Morziello. Nuovo polo didattico per le arti visive di Ceccano (Fr)
Rivista Metamorfosi N° 66
di maggio/giugno , 2007
Autore: Michele Costanzo
Articoli Il nuovo polo didattico, composto dal Corso di Laurea Media Art dell'Accademia di Belle Arti di Frosinone e dalla Mediateca Valle del Sacco, progettato da Alfonso Giancotti e Roberto Morziello, com'è comune destino di molte opere architettoniche, ha avuto un percorso realizzativo assai dilatato nel tempo. L'inizio, infatti, risale al 1997 con uno studio di fattibilità, per proseguire poi, in maniera discontinua a causa di un procedere del meccanismo di finanziamento faticoso e frammentato; così, nel 2001 è portato a termine un primo stralcio dell'opera e nel 2005 l'ultimo.
L'area su cui sorge il centro servizi è quella in precedenza occupata dall'ex cartiera Savoni, acquisita dal Comune di Ceccano nel 1979 per la sua vicinanza, sia al nucleo storico del paese, che ad importanti collegamenti viari e ferroviari.
Due dei corpi edilizi che componevano il complesso della cartiera, data la sua prossimità al fiume Sacco, in origine appartenevano ad un mulino dell'inizio dell'Ottocento: il primo destinato ad ospitare la macina, e il secondo l'abitazione del mugnaio. La trasformazione funzionale del vecchio organismo comporterà l'aggiunta di alcuni corpi che andranno a formare una sorta di unità del tutto disomogenea.
La scelta progettuale di Giancotti e Morziello, nonostante la non rilevanza storica della struttura edilizia, sarà quella di mantenere l'involucro murario dell'antico macinatoio, anche se in pessimo stato di conservazione; e questo, per trarre da tale lacerto l'impulso immaginativo necessario per configurare l'insieme degli edifici, quasi a voler recuperare da tale permanenza la loro radice iconica.
L'impianto spaziale dell'intervento, pur avendo i due corpi un'incisiva definizione formale, ha come tema centrale il vuoto che essi configurano attraverso la loro dislocazione nello spazio, rappresentato dalla lunga e articolata banchina a ridosso del fiume, caratterizzata da un parterre, realizzato in cemento e doghe di legno, contraddistinto da dislivelli con rampe e scale che scendono alla quota del fiume, e muretti di protezione (sempre in cemento armato a vista) che invitano alla sosta e all'affaccio. Individuato questo tema specificamente ambientale, le costruzioni si dispongono in modo da esaltare il loro intrinseco dinamismo ricco di squarci prospettici che tendono a sovrapporsi e ad intersecarsi reciprocamente. Tale effetto prosegue anche all'interno degli edifici che si presentano come degli open space: una successione di piani (in cemento levigato a macchina) collegati da scale e ascensori. La loro spazialità interna è determinata da una griglia strutturale di 5,40 x 6,00 metri per cui le eventuali suddivisioni ai vari livelli devono rispondere alla logica che il modulo impone loro. La continuità e totalità spaziale dell'interno ha indotto, altresì, i progettisti a lasciare in vista gli impianti elettrici e meccanici.
Pur essendo le volumetrie formalmente dissimili, il rivestimento metallico blu-violaceo che avvolge pareti e coperture, nonché la scansione dei piani e il disegno delle grandi vetrate, conferiscono un forte carattere unitario.
La prima delle due costruzioni, ospita il polo didattico delle arti visive, composto da: spazio espositivo, mediateca, audioteca, biblioteca specializzata, cineteca. Si sviluppa su tre piani fuori terra, più un piano interrato destinato a magazzino e servizi. Esternamente essa recupera parte della muratura preesistente; internamente la sua struttura è in acciaio con l'eccezione di alcune aggettivazioni in cemento a vista: un volume esterno/interno destinato ad auditorium per 80 posti; un alto setto posto lungo la fronte a nord-ovest, su cui si addossa la scala di distribuzione interna, e quella antincendio posta all'esterno; e, infine, la pensilina d'ingresso sostenuta lateralmente da una struttura tubolare metallica.
La seconda è destinata ai laboratori didattici, dove si trovano tre aule. L'edificio ha uno sviluppo su due livelli, ed è posizionato ortogonalmente alla direttrice dell'ingresso che è ruotata di diversi gradi rispetto a quella del polo didattico.
Oltre ai volumi descritti bisogna aggiungere quello interrato della centrale tecnologica, realizzato anch'esso in acciaio, con copertura metallica, collegato agli altri fabbricati tramite una galleria di servizio.
Il complesso, infine, è dotato di parcheggi posizionati a sud-est del lotto in direzione del campo sportivo.

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