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Claus en Kaan. Un’eccezione alla regola. Edificio per abitazioni, Almere
Rivista L'architettura. Cronache e storia N° 560
di giugno, 2002
Autore: Michele Costanzo
Articoli Mentre molti architetti olandesi stanno in questo momento cercando di distinguersi sforzandosi di apparire il più possibile originali e fuori dall'ordinario, Felix Claus e Kees Kaan si pongono in una posizione defilata cercando di essere normali, accettando le circostanze e le condizioni in cui viene prodotta l'architettura in Olanda. Le opere che hanno realizzato a partire dal 1989, data di fondazione del loro studio, rivelano una continua ricerca volta a raggiungere la perfetta comprensione della quotidianità. Questa attitudine non deriva da uno sterile pragmatismo, ma trova luogo in una passione quasi romantica per la poesia del banale.
Per uno studio di architettura che non è interessato al concetto di novità portato all'estremo praticato da molti dei loro colleghi architetti, né tantomeno ad uno stile personale, l'edificio per appartamenti che lo studio di Claus en Kaan ha realizzato ad Almere non è il più tipico dei loro lavori. L'edificio, sulle prime, appare piuttosto come un'eccezione alle regole progettuali che essi stessi si sono date. Tuttavia, la sua forma inconsueta e la vistosa finitura metallica brillante rappresenta, nondimeno, una conseguenza dell'accettazione delle condizioni date che, solo per puro caso, sono qui assolutamente fuori dal comune.
La torre che comprende 58 appartamenti e un parcheggio sotterraneo, è posizionata lungo l'immediato perimetro esterno della vasta area centrale della nuova polder-town di Almere, fondata 26 anni fa. Tale centro, costruito negli anni Ottanta, al momento è in fase di trasformazione al fine di adegualo alle necessità di una popolazione in rapida crescita (dall'esiguo numero di abitanti del 1976 è salito, nel 2001, a più di 120.000 e si pensa che possa aumentare notevolmente negli anni a venire).
Lo sviluppo del nuovo centro della città consiste nell'introduzione di un vasto programma per svago, vendita al minuto, cultura, uffici e abitazioni. Il piano urbanistico recentemente approvato, che prevede un'alta densità abitativa, è stato realizzato dall'Office for Metropolitan Architecture di Rem Koolhaas, che sovrintende anche alla sua applicazione. In tale posizione esso è stato coinvolto nella selezione per l'affidamento dell'incarico e l'approvazione del progetto dallo studio di Claus en Kaan.
La forma irregolare della torre non vuole essere puramente stravagante, piuttosto essa deriva della particolare evidenza della posizione dell'edificio che segna l'angolo del nuovo centro in cui troverà luogo un vasto numero di architetture radicali, e forse eccessive. La sagoma a S della torre sottolinea nel modo più semplice il suo isolamento come segno di confine lungo la riva marina, ponendosi come punto di mediazione tra il banale e opaco quartiere degli anni Ottanta e l'insolito aspetto di un centro in via di realizzazione.
Nello stesso tempo tale singolare immagine risponde alle esigenze del mercato abitativo che manifesta una preferenza per appartamenti posti nella fascia più bassa e più alta dell'edificio. In questo modo, riducendo la zona mediana e moltiplicando vertice e base della torre, viene facilitata l'operazione della vendita dell'immobile.
Logica formale di questo edificio viene trasmessa alla composizione dei prospetti nel loro insieme. La misura e il posizionamento delle finestre segue un preciso criterio: ognuna di esse è posta in posizione simmetrica con l'asse della staza, conservando sempre un uguale rapporto dimensionale tra apertura e superficie interna di calperstio. In questo modo, la forma non convenzionale dell'edificio viene sottomessa ad un criterio analogo a quello che guida l'organizzazione di ogni progetto di Claus en Kaan, un rigore che impedisce ai loro lavori di essere un'arbitraria e incontrollata risposta alla concisione.

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