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NL Architects. BasketBar nell’Università di Utrecht
Rivista Metamorfosi N° 48
di gennaio febbraio marzo, 2004
Autore: Michele Costanzo
Articoli La sorprendente costruzione, denominata BasketBar, realizzata da NL Architects, può considerarsi il simbolo della trasformazione del campus universitario De Uithof, che sorge in un'area periferica di Utrecht. Una struttura che, dall'indirizzo monofunzionale che le era stato assegnato, esclusivamente dedicato all'insegnamento e alla ricerca, è stata trasformata in un insediamento più complesso con residenze e servizi. Una "città degli studi" di 30.000 utenti (tra docenti, studenti e personale amministrativo) che, attraverso il masterplan, affidato negli anni Novanta ad OMA, sta operando una sua radicale trasformazione.
Il primo elemento di novità è rappresentato dalla possibilità di realizzare delle residenze universitarie per gli studenti. E questo, ha immediatamente comportato l'esigenza di creare luoghi d'incontro, degli spazi per sviluppare la vita sociale. Il BasketBar costituisce il primo meeting place per professori e studenti.
Il sito scelto è una minuscola area situata in un punto strategico del campus: l'incrocio tra Heidelberglaan e Genevelaan, dove sorge la massiccia torre Van Unnik (alta m. 80), che è l'unica emergenza del vasto insediamento: solo 'segnale' urbano percepibile anche da lontano.
Il secondo aspetto da sottolineare, del progetto di riqualificazione organizzativa e spaziale dell'area, è la particolare attenzione alla qualità architettonica. In effetti, il campus è già un piccolo museo dell'architettura contemporanea. Si possono incontrare, infatti, a poca distanza tra loro, la Facoltà di Economia dei Mecanoo (1995), l'Educatorium di OMA (1997), il Minnaert Building di Neutelings e Reidijk (1997), il Laboratorio NMR di UN Studio (1997-2001) e prossimamente (nel 2004) la Biblioteca universitaria di Wiel Arets.
Il BasketBar rientra, a buon diritto, nel novero di queste perle, per l'acume con cui sono state trasformate in positivo le oggettive difficoltà del lotto e per la maniera accattivante in cui è stata sviluppata la proposta progettuale nel suo insieme.
La nuovo organismo si pone come un'estensione della libreria che si trova all'interno della torre Van Unnik: una 'dilatazione' dell'organismo su un lotto esterno estremamente ridotto (m. 15x15). Essendo necessaria un'altezza superiore, per il bar, rispetto a quella del locale a cui è connesso, i progettisti hanno pensato di risolvere la questione abbassando il livello del suo piano di calpestio: che risulta, così, a una quota leggermente inferiore rispetto a quella stradale.
Il progetto, si sviluppa a partire dal tema del duplice livello, per proseguire con uno scavo che diventa percorso-rampa-sedile -un lungo segno arancione plasticamente curvilineo che diventa un invaso accogliente- che scardina la stereometria del cubo-bar aprendosi verso l'esterno. Il campo di basket sul tetto (con l'originale foro vetrato sul pavimento che guarda lo spazio interno sottostante) è il naturale sviluppo di un processo ideativo, assai brillantemente condotto, con particolare attenzione e cura anche nell'esecuzione.
E' un progetto che, pur nella semplicità e nella esigua entità volumetrica della proposta, mette assai bene in evidenza la linea di percorrenza teorica del Gruppo: trattare con gli aspetti comuni della realtà, traendo da questo semplice e diretto rapporto con le cose, il massimo del loro inesplorato potenziale; e questo, attraverso un loro caratteristico modo di articolare la condizione paradossale degli aspetti che appartengono agli spazi della quotidianità.
L'intento di NL Architects è quello di essere empirici di fronte alle questioni che si presentano, "comprimendo" la banalità e incanalando i problemi secondo una precisa visione progettuale. Si tratta di «aggiungere effetto alle cose comuni», essi affermano, «fino a trasformarle in qualche cosa di inaspettato» .

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