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Rosario Gigli. il lungomare di Gallipoli
Rivista Metamorfosi N° 56
di settembre ottobre, 2005
Autore: Michele Costanzo
Articoli Il nuovo lungomare di Gallipoli, realizzato da Rosario Gigli tra il 1997 e il 2001, è una prima tranche, lunga poco meno di un chilometro, rispetto ad un progetto che dovrebbe investire un tratto assai più lungo della costa.
L'opera fa parte di una serie d'iniziative di riassetto urbano ed edilizio che alla fine degli anni Novanta l'Amministrazione comunale (nella figura del sindaco Flavio Fasano e dell'assessore Nicolangelo Barletti), ha inteso intraprendere, per valorizzare alcuni importanti nodi del tessuto storico e del paesaggio naturale che la disordinata espansione urbana dei decenni trascorsi ha in buona parte cancellato, o nascosto.
Il programma denominato "Gallipoli Mediterranea", ha come obiettivo quello di far riaffiorare, dal territorio di Gallipoli, le preziose e stratificate tracce del suo passato storico, con la finalità esplicita di promuovere la città come meta turistica, e farne il centro trainante del Salento.
L'intervento di Gigli punta alla ri-acquisizione di un ampio spazio urbano: un tratto del lungomare a ridosso dell'abitato dall'importante valenza scenografica e simbolica. L'immagine progettuale asseconda le intenzionalità di tale programma predisponendo un percorso scandito da punti di sosta contrappuntati da presenze dal forte impatto iconico, finalizzate a trasmettere una serie di impalpabili emozioni in chi lo fruisce.
Il tema attorno a cui si sviluppa il progetto è, dunque, quello del fronte-mare, nel tratto, investito dal vento di scirocco, che si snoda dal Seno del Canneto al Lido San Giovanni.
L'idea-guida che accompagna la passeggiata è la linea dell'orizzonte: un'immagine poetica che ispirato, ad artisti e scrittori, infinite elaborazioni fino a raggiungere quella sorta di linea di confine dell'anima di cui scrive Joseph Conrad nella sua "Linea d'ombra".
L'ispirazione, afferma Gigli in un’intervista, «[...] nasce dal rapporto tra lo sguardo dell'uomo e l'orizzonte. L'idea progettuale si sviluppa lungo il filo intrecciato di emozioni e di ragionamenti che ripensa al rapporto contraddittorio di amore e distruzione che l'uomo ha ed ha avuto con il mare». Lo scheletro della barca, che riemerge dal fondo marino, non a caso è uno dei temi formali elaborati da Gigli che maggiormente attrae il pubblico.
Il progetto, dunque, procede lungo la falsariga di un racconto. E il percorso che si snoda lungo il viale si presenta come una successione di episodi, che in effetti sono delle "figure architettoniche" che caratterizzano dei punti di sosta, dei luoghi singolari attorno ai quali si addensa una spazialità intrisa di accenti poetici ed emotivi. L'intento dell'autore è quello di raccontare dei brani di questa storia, o alcuni suoi passaggi caratteristici. Del resto «[...] l'acqua è un elemento che contiene in sé un'infinita memoria, basta farne riaffiorare alcuni tratti per vedere apparire davanti innumerevoli scenari».
Gli spazi-scenario che rappresentano le storie sono tre: "La piazza del mare", dominata dalle figure del telaio (lungo circa 30 metri e diviso in tre campate, con due appoggi intermedi), della barca-belvedere e da quella della fontana circolare con statua (nell'ampio spazio che le contiene, sono stati inseriti come parte del progetto anche due chioschi già esistenti); "L'ambito con il brise soleil", consistente in un telaio con una griglia in legno e una fontana; "La piazza con la rosa dei venti", caratterizzata da un arco sistemato ortogonalmente al percorso e posto su un pavimento provvisto di aiuole, con una fontana che riproduce il disegno della rosa dei venti.
Il filo conduttore, che come in tutte le 'storie' lega l'insieme degli spunti narrativi in una trama unitaria, è costituito come, afferma Gigli, dalla sequenza continua delle palme e della stessa scogliera « [...] che offre una ricchezza e una varietà di modi di vedere e godere della presenza del mare».

Il materiale prevalentemente impiegato per le strutture è il cemento armato. Il pavimento della passeggiata è in betonella grigia con ricorsi di pietra di Trani. Le parti rivestite sono in pietra di Trani e in pietra di Surbo.
I calcoli struttali sono del prof. ing. Giuseppe Morelli. Impresa appaltatrice Paolo Guadadiello (LE).







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